“Dodici anni fa la nostra era una misura preventiva, un atto lungimirante da parte della organizzazioni della società civile, che avevano capito che un giorno l’intelligenza artificiale sarebbe stata integrata nel settore militare. Inizialmente chiedevamo un divieto preventivo dei sistemi d’arma autonomi, ora la tecnologia si è sviluppata e l’intelligenza artificiale e l’autonomia sono sempre più integrate nelle attrezzature di molte forze armate, fuori da qualsiasi regolamentazione internazionale”. Prima di diventare direttrice esecutiva della campagna internazionale Stop Killer Robots, l’anno scorso, Nicole van Rooijen ha lavorato per anni per la Croce rossa internazionale Ginevra, occupandosi dell’assistenza ai civili nei teatri di guerra, come l’Afghanistan e Gaza. Giovedì van Rooijen è sbarcata a Roma, al Senato della Repubblica su iniziativa di Archivio Disarmo in collaborazione con Rete Italiana Pace e Disarmo, per fare il punto sulla campagna internazionale che, da dieci anni, cerca di raggiungere un consenso tra gli Stati per un trattato regolamentazione dell’uso delle armi autonome (o robot killer), ossia tutti quei dispositivi bellici che non richiedono il controllo umano per operare, dai cani robot con la mitragliatrice ai software che usano l’intelligenza artificiale per identificare i bersagli di raid aerei e missilistici. Strumenti che da qualche anno sono passati dalla fantascienza alla realtà più cruda, sui campi di battaglia più caldi come quello di Gaza, dell’Ucraina, della Libia, passando il controllo dei confini e per tutte le repressioni del dissenso in giro per il mondo. “Stop Killer Robots chiede un approccio su due livelli: 1) il divieto delle armi autonome che sono imprevedibili e non consentono un controllo umano significativo; 2) il divieto dei sistemi d’arma autonomi in grado di colpire persone; 3) la regolamentazione di tutti gli altri sistemi d’arma autonomi. L’obiettivo è che la decisione di premere il grilletto sia sempre una decisione etica e legale presa da un essere umano”.
Nicole van Rooijen: "Serve un trattato sull'uso dell'Ia in guerra come per le altri armi, si può fare ora, oppure aspettare la catastrofe"
La campagna per la regolamentazione delle armi autonome, spiega la direttrice dell'associazione, punta a evitare che sul campo di battaglia si usino dispositivi che agiscono e uccidono senza il controllo umano








