La notizia dello scorso 9 marzo 2026 secondo la quale Anthropic avrebbe deciso di agire legalmente contro il Department of war statunitense segna una nuova fase nella controversia con l’amministrazione Trump.

L’oggetto del contendere è il rifiuto di Anthropic di consentire che le proprie IA venissero usate per sviluppare sistemi di sorveglianza di massa e armi a vario livello di autonomia, a seguito del quale l’amministrazione USA ha escluso la Big Tech dai settori più critici (e dunque redditizi) delle commesse militari.

Tutela dei diritti o strategia di negoziazione?

La scelta di annunciare l’intenzione di rivolgersi alle corti invece di farlo direttamente e poi rendere pubblica la notizia sembra più un tentativo per indurre l’amministrazione a tornare sui propri passi che la manifestazione della reale volontà di avere giustizia.

Un indizio che sostiene questa ipotesi è la contorta motivazione sulla Anthropic avrebbe intenzione di costruire il caso: la violazione della libertà di espressione. Secondo la Big Tech, infatti, l’esclusione dall’accesso alle commesse militari sarebbe una “rappresaglia” che si concreta in un’indebita compressione del diritto dell’azienda a manifestare liberamente il proprio pensiero.