Assoluzione perché il fatto non sussiste. E da tutte le imputazioni, non solo dalla corruzione, come chiesto dalla stessa Procura generale, ma anche da quella di finanziamento illecito al partito, per cui l’accusa pretendeva invece la conferma della condanna inflitta in primo grado: questa la sentenza pronunciata nel primo pomeriggio di oggi – giovedì 15 gennaio – dalla Corte d’Appello di Milano per Diego Sozzani, ex parlamentare novarese di Forza Italia, partito di cui è l’attuale coordinatore provinciale e vice segretario regionale, al processo di secondo grado legato all’operazione «Mensa dei poveri», inchiesta lombarda su un presunto sistema di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti fra Lombardia e Piemonte. In primo grado, tre anni fa, il politico aveva rimediato 1 anno e 1 mese di reclusione, con la condizionale, per un’ipotesi di corruzione in una consulenza per società lombarde e per un finanziamento illecito alle elezioni politiche del 2018.
Novara, i legali di Sozzani in Appello: “Va assolto anche per i fondi al partito”
Si è sempre detto estraneo ai fatti
Si chiude così un lungo iter giudiziario partito nel maggio del 2019, quando era esploso il caso con un centinaio di indagati (molti di loro anche arrestati) per vari reati quali associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta. Sozzani din dal principio si è sempre detto estraneo alle vicende addebitategli e fiducioso nella giustizia. Oggi era presente in aula coi suoi legali, gli avvocati Roberto Cota, Massimo Dinoia e Michele Tacconi.












