Annullamento della condanna senza rinvio. È stata la Cassazione, oggi 20 aprile, a mettere la parola fine sul processo che ha coinvolto l’ex portavoce dell’ex sindaca Chiara Appendino, Luca Pasquaretta. La sentenza di condanna è stata smontata pezzo per pezzo dai giudici di terzo grado e finanche dalla pubblica accusa, il sostituto procuratore generale, che ha chiesto l’annullamento della sentenza d’appello che aveva visto Pasquaretta condannato per peculato a un anno e 6 mesi.
Coinvolti Ferrari e Fondazione Montalcini
Stessa decisione è stata presa dai giudici per l’ex direttore generale del Comune di Torino, Giuseppe Ferrari, e l’ex presidente della fondazione Montalcini. Pasquaretta era difeso in Cassazione da legali Enrico Grosso e Claudio Strata.
La consulenza Salone del Libro
La vicenda ruota a una consulenza di 5000 € che l’ex “Pitbull” (così veniva soprannominato il portavoce di Appendino) aveva ottenuto nel 2017 dal Salone del Libro. Secondo gli inquirenti della procura di Torino, che hanno a lungo indagato su Pasquaretta, quella consulenza non era mai stata svolta dal manager e quindi configurava il reato di peculato. Evidentemente per i giudici di terzo grado non è così: è quasi certo che a fare la differenza sia stata l’interpretazione sulla natura della Fondazione per il libro come ente di diritto privato e non pubblico: motivo per il quale la stessa contestazione di peculato sarebbe stata erronea in partenza. Già durante il processo d’appello, che si è svolto poco più di un anno, fa Pasquaretta era stato assolto dall’accusa ben più grave di estorsione ai danni dell’ex sindaco Appendino.








