Mentre in Medio Oriente gli occhi del mondo sono tutti puntati su Teheran e su quello che accadrà nelle prossime ore, nella serata di ieri l'inviato speciale Steve Witkoff ha annunciato ufficialmente il lancio della fase 2 del piano in 20 punti approntato dal presidente Usa, Donald Trump, per porre fine alla guerra a Gaza. Witkoff, con un post su X, ha affermato che la nuova fase del post-conflitto nella Striscia consisterà nella «evoluzione dal cessate il fuoco alla demilitarizzazione dell’area, in una governance tecnocratica e nella ricostruzione» di Gaza. Nei giorni scorso, da Israele erano giunti mugugni circa la tempistica dell'annuncio dato che, secondo gli accordi inizialmente definiti, la fase 2 avrebbe dovuto iniziare solo qualora Hamas avesse restituito tutti gli ostaggi, compresi quelli deceduti, mentre alla conta odierna i cadaveri restituiti alle famiglie israeliane sono 27 su 28 e manca ancora quello di Ran Gvili. Ragion per cui Witkoff, nel suo annuncio, non ha mancato di sottolineare che «gli Stati Uniti si aspettano che Hamas adempia pienamente ai suoi obblighi, incluso quello di restituire immediatamente l’ultimo ostaggio deceduto durante la prigionia«. E ha avvertito che «il mancato pieno rispetto di quegli obblighi porterà con sé gravi conseguenze» per il gruppo terroristico.