«È mio Grande Onore annunciare che il BOARD OF PEACE è stato costituito», scrive Donald Trump sul suo social: sue sono anche le maiuscole. «Siamo UFFICIALMENTE entrati nella fase successiva del piano di pace»: suo anche questo. Mentre il presidente scriveva, Israele bombardava Gaza, uccidendo due capi di Hamas e otto civili.

In realtà non sembra che nella Striscia la fase della violenza sia proprio finita. Israele continua a bombardare (più di 400 morti dal cessate il fuoco) e Hamas non ha alcuna intenzione di rinunciare alle armi e alla lotta. Eppure, tra le nebbie sul futuro del Venezuela e della Groenlandia, per Gaza sembra tutto chiaro. Il “Board of Peace” sarà annunciato la settimana prossima al World Economic Forum di Davos. Trump sarà la guida; dovrebbero esserci un rappresentante di Egitto, Qatar e Turchia, i Paesi musulmani negoziatori; l’inviato personale di Trump Steve Witkoff e il genero Jared Kushner; il britannico Keir Starmer e il francese Emmanuel Macron: Germania e Italia avrebbero chiesto di partecipare.

Tuttavia la presenza politicamente più importante sarà quella del comitato di tecnocrati palestinesi che avrà il compito di gestire la fase della transizione dopo il ritiro israeliano e il disarmo di Hamas, necessari per riportare l’ordine e avviare la ricostruzione nella Striscia. È la prova che dopo il primo approccio surreale di “Gaza Riviera” Trump intenda dare un futuro alla Palestina.