L’America è arrivata a Gaza in grande stile con l’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee. Su X, l’inviato speciale ha spiegato di essere rimasto cinque ore a Gaza «per capire con chiarezza i fatti sul terreno, per valutare le condizioni e incontrare la Gaza Humanitarian Foundation». Una visita approfondita alle strutture della Ghf, l’organizzazione americana che da maggio distribuisce aiuti umanitari ai palestinesi, «per fornire al presidente Donald Trump una visione chiara della situazione umanitaria e creare un piano per la consegna di cibo e medicinali al popolo di Gaza», ha continuato Witkoff. La Ghf è stata al centro di accuse incrociate fra Hamas e Israele con il gruppo terrorista che accusa le forze di sicurezza dello Stato ebraico di sparare sui gazawi in fila per ricevere gli aiuti americani, causando decine di morti ogni giorno. Accuse che Israele rispedisce al mittente come del tutto inventate da Hamas per tenere i gazawi lontani dagli aiuti.
È vero che il gruppo terrorista non vuole che il cibo circoli a Gaza al di fuori del suo controllo, senza cioè che i suoi dirigenti possano accaparrare quanti più aiuti possibili; oggi, poi, Hamas ha interesse a che i gazawi siano sempre più poveri e affamati per mettere in cattiva luce gli israeliani e guadagnare consensi alla causa palestinese.












