PORDENONE - Ha inseguito impugnando il cavalletto di una bicicletta per costringere un sedicenne a consegnargli il cappotto. Dilawar Aì Choudhry, 27 anni, pakistano, è stato bloccato da una pattuglia della Squadra Volante che stava perlustrando la zona della stazione ferroviaria nell'ambito dei servizi di prevenzione predisposti nelle zona più sensibili della città. I poliziotti hanno assistito alla scena e arrestato Choudhry per tentata rapina aggravata dalle armi, ovvero un cavalletto in metallo lungo 35 centimetri.
Ieri il giovane è comparso davanti al gip Piera Binotto, che ha convalidato l'arresto e accolto l'istanza di misura cautelare in carcere proposta dal sostituto procuratore Federica Urban. Il 27enne, difeso d'ufficio dall'avvocato Luigi Bonomo, ha fornito una ricostruzione completamente diversa, negando poi di essere senza fissa dimora e facendo presente che lavora come rider per una società specializzata nella consegna a domicilio di cibo.
Ieri Choudhry ha reso interrogatorio. Ha negato di aver tentato di rapinare il ragazzo incontrato in stazione. Sostiene che tra i due ci sarebbe stata una zuffa e che il minorenne di origine indiana avrebbe avuto con sé uno spray al peperoncino. E che nella colluttazione si sarebbe fatto male a una spalla (è stato anche visitato in pronto soccorso). La situazione ricostruita dalla Polizia di Stato è diversa. Lunedì pomeriggio Choudhry avrebbe incontrato l'adolescente in stazione e avrebbe cercato di sottrargli il cappotto. Dopo avergli fatto apprezzamenti sull'indumento, gli avrebbe proposto uno scambio: «Io ti do il mio giubbotto, tu mi dai il tuo cappotto». Il ragazzo ha rifiutato.







