La Procura di Prato procede per i delitti di estorsione e di omicidio ai danni di Ijaz Ashraf, cittadino pakistano nato il 10 ottobre 1996, ucciso mediante strangolamento con l'impiego di un cavo elettrico di plastica. Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia per scomparsa presentata da due cittadini pakistani, indicati come Alfa e Beta nel comunicato diffuso dal procuratore Luca Tescaroli, che il 6 settembre 2023 si sono presentati spontaneamente agli inquirenti.

I due hanno riferito che dalla sera del 4 settembre 2023 non avevano più notizie del loro amico Ashraf, manifestando il timore per la sua incolumità. Secondo quanto dichiarato, Ashraf era coinvolto, insieme a un altro connazionale pakistano, nel trasporto di migranti clandestini dall'Ungheria verso l'Austria e la Germania. L'attività illecita veniva svolta utilizzando un''autovettura Mercedes Classe C, acquistata da Ashraf e dal suo complice. Negli ultimi giorni, tra i due erano insorti forti contrasti economici legati al traffico, culminati in ripetute minacce di morte rivolte ad Ashraf, anche tramite comunicazioni telefoniche su WhatsApp, alcune delle quali ascoltate in diretta dagli stessi Alfa e Beta. Alfa ha riferito di aver visto per l'ultima volta la vittima la sera del 4 settembre 2023, quando Ashraf gli aveva confidato di essere molto arrabbiato con il connazionale per aver ricevuto meno soldi del previsto, temendo di essere stato truffato. Beta ha confermato il traffico illegale di migranti, precisando che la Mercedes, definita "vecchia", era stata acquistata proprio per esercitare tale attività. Ha inoltre aggiunto che, circa una settimana prima, i due avevano avuto una violenta discussione perché Ashraf voleva rivendere l'autovettura, incontrando l'opposizione dell'altro, che lo aveva minacciato di morte.