Due pakistani sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di sequestro di persona, rapina, tentata estorsione, tentato omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La vittima è un 29enne del Bangladesh che era arrivato a Torino in cerca di un lavoro e di un futuro migliore. E aveva anche trovato ospitalità in un appartamento di corso Brescia 5, nel quartiere Aurora, dove vivono i due pakistani di 30 e 34 anni, uno residente a Torino, l’altro a Verbania. Che, dal racconto della vittima, sarebbero poi diventati i suoi aguzzini.

Le violenze in corso Brescia e la richiesta di riscatto

Quando il 29enne è arrivato in città tutto è andato bene per tre o quattro settimane. Poi, sempre dal suo racconto agli investigatori, i due pakistani lo avrebbero sequestrato, legato, picchiato e derubato dei 400 euro che era riuscito a risparmiare facendo qualche lavoretto. Soldi che il ragazzo voleva inviare alla sua famiglia in Bangladesh. Poi le minacce: «Devi dire ai tuoi familiari ti inviarti altri soldi o ti faremo sparire».

La fuga disperata e l'intervento della polizia

L’altra sera, però, quando i due pakistani non erano in casa, il 29enne è riuscito a liberarsi e a scendere in cortile dove ha chiesto aiuto. Qualcuno ha chiamato la polizia e, dopo pochi minuti, in corso Brescia è arrivata una volante. Agli agenti il giovane bengalese ha raccontato quello che era stato costretto a patire, li ha accompagnati nell’appartamento e così i poliziotti hanno atteso che i due carcerieri tornassero a casa. Poi li hanno arrestati.