Immaginare di poter sapere, con largo anticipo, se una malattia cronica sta per svilupparsi sembra quasi fantascienza. Eppure, è proprio ciò che suggerisce una nuova ricerca condotta da Sinai Health: un esame del sangue sarebbe in grado di prevedere la comparsa della malattia di Crohn anni prima che si manifestino i sintomi. Per chi convive con questa patologia, spesso diagnosticata dopo un lungo percorso di dolore, stanchezza e incertezza, si tratta di una prospettiva che potrebbe cambiare radicalmente il futuro. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology.
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Lo studio: cosa misura il test
Il test si basa sulla misurazione della risposta del sistema immunitario alla flagellina, una proteina presente nei batteri intestinali. I ricercatori hanno osservato che questa risposta immunitaria è già elevata in alcune persone molto tempo prima che venga diagnosticata la malattia di Crohn. La ricerca mette in luce un passaggio cruciale nello sviluppo della malattia: l’interazione tra i batteri intestinali e la risposta del sistema immunitario. In condizioni normali, i batteri convivono in equilibrio nell’intestino e contribuiscono alla salute digestiva. Nella malattia di Crohn, invece, il sistema immunitario sembra reagire in modo anomalo contro microrganismi normalmente benefici. Secondo il coordinatore dello studio Ken Croitoru, medico e ricercatore presso il Lunenfeld-Tanenbaum Research Institute di Sinai Health, il fatto che gli anticorpi contro la flagellina siano presenti molto prima dei sintomi suggerisce che questa risposta immunitaria possa contribuire a innescare la malattia, piuttosto che esserne una conseguenza.






