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Uno studio internazionale pubblicato su Nature Medicine rivela biomarcatori precoci nel sangue: possibile rivoluzione nella prevenzione e nel trattamento della malattia autoimmune

I segni della sclerosi multipla potrebbero essere rilevabili nel sangue fino a sette anni prima della comparsa dei sintomi clinici. È quanto emerge da un importante studio internazionale, pubblicato su Nature Medicine, che potrebbe rappresentare una svolta epocale nella diagnosi precoce e nella prevenzione di una delle patologie neurologiche più complesse e invalidanti del sistema nervoso centrale.

Il lavoro è stato condotto da un team di ricercatori del Weill Institute for Neurosciences dell’Università della California di San Francisco (UCSF), in collaborazione con l’Università McGill di Montréal, il Centro di Eccellenza per la Sclerosi Multipla di Washington e altri istituti di ricerca internazionali. Il gruppo, coordinato dal professor Ahmed Abdelhak, ha analizzato i campioni di sangue di migliaia di militari statunitensi, tra cui 134 che, nel corso del tempo, hanno sviluppato la malattia.