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Il noto pizzaiuolo napoletano, titolare della Notizia 53 e della Notizia 94, entrambe in via Michelangelo da Caravaggio a Napoli, celebra in un progetto nuovo di zecca le sue creazioni più celebri, che diventano il foglio bianco su cui far dialogare ingredienti, territorio, memoria e tecnica. Ci sono la Ruota di carro, il Ripieno, la San Gennaro, la Ladro, friarielli e pomodori semisecchi e la innovativa Jill

C’è un momento, nella storia recente della pizza napoletana, in cui il racconto smette di concentrarsi solo sul bordo, sul forno o sul gesto, e torna ostinatamente alla materia prima. Enzo Coccia questo passaggio lo pratica da anni, ora lo dichiara apertamente con “Metti il Disco”, progetto che prende forma tra le sale e i forni de La Notizia 53 e 94, entrambi in via Michelangelo da Caravaggio a Napoli, e che rimette al centro l’impasto come superficie di pensiero prima ancora che di condimento.

Il disco, appunto. Non più semplice supporto, ma spazio bianco, terreno neutro dove far dialogare ingredienti, territori, memoria e tecnica. Un’idea che arriva dopo trent’anni di lavoro sul campo, tra studio delle farine, attenzione maniacale alla lievitazione e una visione della pizza capace di confrontarsi con l’alta cucina senza perdere il legame con la strada. Coccia non rinnega nulla: né l’origine popolare né l’ambizione culturale. Le tiene insieme, con una coerenza che nel panorama attuale non è così scontata.