Quando nominiamo i capolavori della letteratura, che hanno reso famosi e ricchissimi i creatori di saghe immortali, noi pensiamo al genio degli scrittori, ma non pensiamo mai che, dietro i grandi successi, ci sono anche questioni e, spesso, beghe legali non da poco. A queste Marina Lenti dedica Litigi letterari. Curiosità, retroscena e cronache giudiziarie delle grandi controversie sul diritto d’autore (Alpha Test, 150 pp., 15,90 euro). L’autrice, avvocato, esperta di diritto d’autore, è anche appassionata di fantasy, e, negli anni, ha dedicato varie opere, nonché un profilo biografico a J. K. Rowling, la creatrice di Harry Potter (J. K. Rowling, l’incantatrice da 450 milioni di lettori, Ares 2016).
Dall’alto della sua esperienza e competenza, dunque, Marina Lenti ricostruisce dodici controversie sul diritto d’autore relative a opere celeberrime: la prima, La battaglia nella segale presenta la battaglia legale che J. D. Salinger, autore del Giovane Holden (il cui titolo originale è The Catcher in the Rye), intentò a un tale J.D. California, che aveva dato alle stampe un sequel non autorizzato del romanzo-mito per milioni di giovani: 60 years later: coming through the rye. In quest’opera, il signor C. (ovvero, Holden Caufield) è un 76enne distrutto dalla vita, che gli ha donato solo delusioni. Naturalmente, l’autore (Fredrick Colting) - che sfruttò per questo romanzo un nome d’arte (John David) casualmente identico nelle iniziali a quello di Salinger -, pur rivendicando l’autonomia della sua creazione, non fece altro che realizzare un plagio da Salinger, anzi, come ebbe a decretare il giudice, un libro animato da un “intento parassitario” nei confronti dell’opera di riferimento. Del resto, nell’iniziativa andava ravvisata molta ingenuità, oltre che grande ignoranza basilari norme del diritto d’autore.








