L'ennesima crisi internazionale di un mondo che sembra sempre più fuori controllo ha un sapore particolarmente amaro e un aspetto profondamente tragico e doloroso.
In Iran donne e uomini, spesso giovanissimi, protestano, scendono in piazza e vengono uccisi, giustiziati e imprigionati dal regime degli ayatollah, mentre cercano di difendere e conquistare quei diritti e quei valori che, spesso, in Europa e Occidente abbiamo dato per scontati, almeno dalle nostre parti.
Ma, adesso, di fronte al continuo sconvolgimento e imbarbarimento di quello che una volta veniva chiamato ordine internazionale, siamo costretti a scoprire che quei valori e quegli ideali non sono per nulla dovuti e che invece andrebbero difesi giorno dopo giorno.
Gli iraniani che protestano in piazza chiedono democrazia, giustizia, pace, benessere economico, rispetto dei diritti umani e libertà di espressione. Il regime ha reagito come ha sempre fatto quando è stato contestato. La repressione si sta trasformando, in questi giorni, in una mattanza a cielo aperto con migliaia di morti e sangue nelle piazze e nelle strade di Teheran e delle altre città iraniane.
La protesta stavolta è, in parte, diversa da quelle precedenti. E' nata per motivazioni economiche e soltanto nel corso dei giorni ha assunto sempre più una valenza politica.
















