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Prima della semifinale di Coppa Uefa Bayern Monaco-Napoli, pubblico e avversari si fermarono a guardare incantati il riscaldamento prepartita di Maradona
Può un riscaldamento pre-partita diventare leggendario? Sì, se parliamo di Diego Armando Maradona. È il 19 aprile del 1989, semifinale di ritorno di Coppa Uefa: Napoli e Bayern Monaco sono pronte a scendere in campo per giocarsi la finale, dopo il 2-0 dell'andata. Ma quella partita, che gli azzurri pareggeranno 2-2, sta per diventare iconica per un altro motivo. Il Pibe de Oro rubò la scena a tutti ancora prima che la partita cominci, lasciando i calciatori tedeschi e gli oltre 70mila spettatori dell'Olympiastadion di Monaco di Baviera senza parole.
Durante la fase di riscaldamento gli altoparlanti dello stadio iniziarono a suonare "Life is Life" la storica hit anni '80 del gruppo austriaco Opus. Scarpini slacciati, pantaloncini che – come era solito sul finire degli anni Ottanta – arrivavano ben sopra l’altezza delle ginocchia, una giacca a vento oversize, con lo storico sponsor Mars ben visibile sia sul petto sia sulla schiena. A quel punto Maradona si fece contagiare dal ritmo, dalla cornice di pubblico e iniziò a danzare con la palla sui piedi, sulla fronte, tra spalle e le gambe. Testa, coscia, spalla, collo del piede, tacco, stretching e cambi di direzione con la palla ‘domata’ in ogni modo. Palleggiava e si scaldava a tempo di musica, con carpe slacciate, facendo numeri impensabili per qualsiasi altro calciatore. Gli avversari restarono ammutoliti e il pubblico tedesco andò in visibilio per quello che si stava verificando davanti ai propri occhi. Un concentrato della sua incredibile tecnica, del suo stile ma anche del suo atteggiamento scanzonato, spavaldo e divertito. Quelle stesse qualità che poi mostrava in campo e che lo resero inimitabile.






