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Non urlava mai, mormorava cose giuste. Platini, suo giocatore: "Una persona gentile che rispettava tutti"
Nel teatro sguaiato degli allenatori saltimbanchi, se ne è andato, silenziosamente dimenticato, Rino Marchesi. «Era una brava persona, un uomo gentile che rispettava tutti, lo ricordo con profonda commozione», così ha detto Michel Platini che giocò alle sue dipendenze con la Juventus. Rino ha chiuso a ottantotto anni e ha potuto vivere bene la sua carriera nel calcio, senza riflettori abbaglianti ma con la normalità delle persone leali. Non si fece mancare nulla, prima di Michel seppe allenare Maradona al debutto nel nostro campionato. Apparteneva, per educazione e comportamento, ad un'altra epoca, soffriva la vigilia delle partite ricorrendo a qualche pillola tranquillante, non spacciava football, mai l'ho sentito urlare, semmai mormorare parole giuste, nelle nuvole aspre del suo sigaro toscano, sapeva, dunque, ascoltare insegnamenti e idee, nelle interviste era un compagno e amico. Lo ricordo, un pomeriggio, durante un suo incontro con Gianni Agnelli, l'Avvocato chiedeva informazioni e Rino, vestito come un umarell con il borsello a tracolla e i sandali con calzino corto ai piedi, informava Agnelli su quello che stava accadendo nell'ultima stagione di Platini.






