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Il 10 novembre del 1985 i partenopei, trainati da Giordano e Maradona, impattano contro i nerazzurri di Rummenigge e Brady: cronaca di un pareggio tra due squadre che resteranno incompiute
Ridacchiano, guasconi, malgrado il clima già rigido imposto dal grigio novembre milanese. A San Siro sono accorsi in quindicimila, alcuni con il costume di Pulcinella indosso, altri - in mucchio - con vaporose parrucche e maglie personalizzate, per imitare il loro idolo, che poi sarebbe Diego Armando Maradona. Ignorano, ancora, che il 1985 non sarà l'anno della consacrazione, ma comunque poco ci manca.
Il Napoli è guidato da un cocchiere bresciano, Ottavio Bianchi, uno che conosce il significato intenso dell'essere partenopeo adottivo, dal momento che con questa maglia c'ha giocato. Punta forte su Maradona e Giordano, armati dall'estro incontrollabile di Pecci, protetti dalla generosità di Renica, dai muscoli di Bruscolotti, dalle mani sicure di Garella, tra i pali. A fine corsa quella squadra piazzerà i gomiti al terzo posto: 39 punti, a due spanne dalla Roma e non troppo distante dalla Juventus campione d'Italia.






