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Il serbo freddo al 98' a trasformare il rigore decisivo. Ora la sfida contro Arsenal e Bayern, le più forti

E allora i miracoli succedono, e non può essere che nel modo più incredibile. Nel recupero, con Krstovic abbattuto da una tacchettata di Bensebaini, il peggiore in campo per distacco. Rigore al Var, Samardzic nell'angolino alto, e l'Italia che ha ancora una squadra in Champions. Quella che sa costruire le favole. Insomma, ecco una piccola lezione alla voce come ribaltare una partita impossibile. E il destino, tra l'altro, si è pure divertito molto, visto che in campo c'erano una squadra nerazzurra contro una gialla, e i gol da recuperare erano due. Non è stato però come a San Siro.

L'Atalanta non è Dea per caso e sono anni che tutto quel che c'è lo si butta in campo, comunque vada (tranne nel periodo di Juric, ma questa è un'altra storia). Gente orgogliosa i bergamaschi, per esempio i Percassi che anche al ritorno hanno saltato il pranzo diplomatico prepartita: pende tra i due club il caso Inacio, il giovane che da Zingonia è finito in Germania senza neanche chiedere permesso, e il piano era servire l'amaro direttamente durante la partita. Riuscito, e sono bastati cinque minuti per il primo sorso: Zalewski, già alla seconda incursione, la mette rasoterra per Scamacca e la ciccata di Besenbaini (sempre lui) aggiusta la palla per il gol all'attaccante di cui Gattuso non potrà fare a meno agli spareggi mondiali. L'Arena ribolle nonostante uno striscione che fa notare il caro prezzi per le notti europee. Palladino mette il tridente davanti e i tedeschi vengono presi da destra e da sinistra. Poi, ovviamente, dall'altra parte c'è il Dortmund secondo in Bundesliga che tira fuori la testa quando l'Atalanta tira il fiato. Carnesecchi ha il suo daffare, ma è solo un attimo: la rumba nerazzurra ricomincia e a un attimo dall'intervallo Zappacosta dal limite trova la deviazione dell'ormai stranito Besenbaini (ancora lui).