La pioggia che cade sui tetti, anche quella meno intensa, può essere trasformata in elettricità per azionare apparecchiature di gestione delle acque piovane e sistemi di allerta. La conferma arriva da un team di ricerca dell'Ulsan National Institute of Science and Technology (UNIST) della Corea del Sud. Poche settimane fa ha ufficializzato lo sviluppo di una tecnologia che genera elettricità dalle gocce di pioggia. In questo modo si possono trasformare gli stessi temporali in un “innesco autoalimentato per il controllo del drenaggio e gli avvisi di inondazione”, come spiega la ricerca pubblicata sulla rivista scientifica ScienceDirect. Il concetto di fondo è che per evitare allagamenti e contribuire alla gestione delle acque piovane - soprattutto nelle zone più a rischio e popolose - l’azione meccanica attiva è sempre più strategica, ma rimane il problema dell’alimentazione e dell’eventuale impiego di batterie.
Ecco quindi l’idea del professor Young-Bin Park del Dipartimento di Ingegneria meccanica dell'UNIST e del suo team di sviluppare un nuovo tipo di generatore di elettricità basato su goccioline utilizzando un polimero rinforzato con fibra di carbonio. Il dispositivo si chiama Superhydrophobic Fiber-Reinforced Polymer Droplet-Based Electricity Generator (S-FRP-DEG) ed è basato su una superficie che reagisce alle gocce di pioggia generando energia. Rispetto ad altri tipi di materiali l’impiego di questa versione – come avviene già nell’aerospaziale e nell’edilizia – consente di ottenere robustezza, leggerezza e resistenza alla corrosione, fondamentali soprattutto per infrastrutture urbane esposte.






