L'espansione dell'energia solare spesso avviene a scapito delle foreste, creando squilibri tra gli obiettivi di energia rinnovabile e la conservazione dell'ecosistema naturale. Ma un recente studio pubblicato su Scientific Reports di Nature propone un’alternativa capace di conciliare produzione di energia pulita e salvaguardia degli ecosistemi: stiamo parlando degli alberi solari.
L’idea arriva dalla Corea del Sud, dove un gruppo di scienziati guidato da Dan-Bi Um del Korea Maritime Institute ha messo a confronto due scenari in una foresta costiera della contea di Geoseong, provincia di Gangwon. Da una parte, l’impianto tradizionale installato nel 2014 con 4.347 pannelli fotovoltaici da 230 watt, distribuiti su 22.856 metri quadrati, con un impatto devastante sul bosco. Dall’altra, un’installazione simulata composta da strutture verticali alte circa 4,8 metri e larghe 4,1, dotate di “rami” in grado di ospitare 35 pannelli ciascuno.
“Il risultato dei nostri alberi solari è sorprendente: per ottenere la stessa potenza di 1 megawatt, bastano 87 alberi con pannelli standard da 330 watt, o appena 63 con moduli più efficienti da 450 watt. In questo modo preserviamo fino al 99% della copertura forestale, contro il 2% lasciato intatto dall’impianto orizzontale. Il nostro confronto quantitativo ha rivelato che le disposizioni verticali di queste strutture raggiungono una capacità di potenza superiore rispetto ai pannelli convenzionali, salvaguardando la copertura forestale esistente”, ha raccontato Dan-Bi Um.







