Dall'Italia arriva una "svolta green" per l'ambiente con la prima pianta bioibrida che assorbe più luce solare grazie alle nanoparticelle, cresce di più, cattura più anidride carbonica e può produrre bioenergia.
A crearla i ricercatori della facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano, in collaborazione con altri dipartimenti dell'ateneo e centri di ricerca internazionali.
La pianta bioibrida, spiega una nota, "è un organismo vivente che combina elementi biologici (la pianta vera e propria) con componenti tecnologici (come, ad esempio, materiali conduttivi).
In pratica, si tratta di un ibrido tra natura e tecnologia, in cui le funzioni naturali della pianta (come la fotosintesi, la crescita o la sensibilità agli stimoli ambientali) vengono integrate o potenziate da elementi ingegnerizzati".
Nello studio Unibz, sono state utlizzate "piante di Arabidopsis thaliana, la pianta modello più utilizzata nell'ambito della ricerca vegetale, mentre la componente tecnologica è data da nanoparticelle di poli(3-esiltiofene) (P3HT)" materiale "in grado di condurre la corrente elettrica e già studiato per la realizzazione di pannelli solari flessibili e per l'elettronica verde.






