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Donald Trump alza la pressione sull’Iran mentre alla Casa Bianca si moltiplicano le opzioni sul tavolo: cyberattacchi, raid mirati o un’escalation militare. Washington valuta come colpire il regime senza spegnere le proteste e senza innescare una crisi regionale

"L'aiuto è in arrivo". Dopo giorni di speculazioni Donald Trump pone fine alle speculazioni: gli Usa sono pronti a colpire l'Iran per fermare il massacro dei manifestanti che da giorni occupano le strade contro il regime degli ayatollah. "Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non cesserà l'insensato massacro dei manifestanti. Miga!!! (Make Iran Great again, ndr)", ha scritto Trump sul social Truth.

Proprio oggi il tycoon dovrebbe incontrare di nuovo il team del Pentagono per ripassare tutti i piani sul tavolo insieme a al segretario alla Guerra Pete Hegseth, il capo di stato maggiore Dan Caine e il segretario di Stato Marco Rubio. Secondo fonti sentite dal Wall Street Journal il range di possibili risposte è molto vasto e include l'inasprimento della guerra psicologica (magari inviando nel Paese dispositivi Starlink), attacchi cibernetici contro le forze armate, nuove sanzioni a Teheran e ai suoi alleati, fino ovviamente all'opzione militare.