Quando "sarà entrato in vigore l'accordo Europa-Mercosur il ruolo della Camera di commercio di Firenze non potrà che essere quello di aiutare le imprese del nostro territorio a cogliere le opportunità derivanti dalla nascita del più grande mercato al mondo di libero scambio: 700 milioni di consumatori, 17 trilioni di euro di Pil e nel quale i dazi saranno cancellati per un valore attuale di 4 miliardi, garantendo 'dazio zero' sul 90% delle merci".
Così il presidente della Cciaa fiorentina, Massimo Manetti, in vista della firma per l'accordo di libero scambio tra l'Ue e i Paesi del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e la Bolivia in ingresso.
Manetti ha anche "ribadito con forza che i produttori europei, in particolari gli agricoltori, devono essere garantiti nelle forme da loro richieste e in grado di evitare fenomeni di concorrenza sleale e dannosa per la salute dei consumatori".
I dazi applicati in questi Paesi su beni strategici dell'export dall'area di Firenze sono alti: fino al 35% sui beni di abbigliamento quanto al settore moda, il 14% sui farmaci, il 20% sui prodotti industriali, il 35% sulle automobili, il 27% sul vino.
Per le analisi del Centro studi della Camera "alla fase di accumulo delle merci importate negli Stati Uniti nel 2025 per anticipare l'entrata in vigore dei dazi, ora dovrebbe seguire una fase di de-stoccaggio negli Usa che minaccia di frenare fortemente le esportazioni di un territorio come il nostro a forte vocazione export e che vende negli Usa un quarto del totale portato oltre confine. Trovare sbocchi alternativi è quindi un obbligo".











