Gli avvocati di Mohammad Hannoun e degli altri arrestati e indagati nell’inchiesta sul presunto finanziamento ai terroristi di Hamas, accusano la procura di Genova di aver avviato un’indagine solo sulla base di materiale dei servizi segreti israeliani, con elementi di prova che non sarebbero mai stati vagliati da alcune giudice di Israele, e sostanzialmente di aver stravolto l’utilizzo del diritto penale italiano trasformandolo in uno strumento di guerra che viola il diritto internazionale.
E’ un vero e proprio attacco politico quello che arriva attraverso un lungo comunicato firmato da tutti i legali alla vigilia dell’udienza del Tribunale del riesame fissata per venerdì alle 9 quando i giudici dovranno pronunciarsi sulle richieste di scarcerazione.
I servizi segreti israeliani
Gli avvocati scrivono di ritenere «doveroso intervenire pubblicamente per denunciare una grave torsione dei principi dello Stato di diritto, della cooperazione penale internazionale e delle garanzie fondamentali del processo penale, a partire dalla presunzione di innocenza, ancora una volta apertamente violata. L’iniziativa giudiziaria in atto sul presunto finanziamento del terrorismo non riguarda condotte penalmente accertate, bensì la trasmissione e circolazione di informazioni acquisite in uno scenario di guerra, provenienti da un contesto di conflitto armato in corso e prodotte da apparati di sicurezza stranieri».








