I giudici escludono i documenti israeliani “perché anonimi”

Genova – “Appare evidente che la grande messe di dati probatori, ora in atti, permette di fare emergere un quadro indiziario del tutto solido per corroborare sia la partecipazione dell'indagato alla associazione terroristica sia il suo stabile contributo al suo finanziamento”: lo scrive il tribunale del Riesame del capoluogo ligure, che ha depositato le motivazioni con cui ha rigettato il ricorso dei difensori contro l'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto del 63enne architetto e attivista palestinese Mohammad Hannoun per presunto finanziamento ad Hamas.

Lo scorso 27 dicembre, con lui erano finite in carcere altre 6 persone, di cui 3 sono poi state scarcerate dal Riesame. La presidente Marina Orsini e le colleghe Luisa Camposaragna e Paola Calderan hanno escluso l'utilizzabilità della documentazione proveniente da Israele in quanto anonima: “Poiché il vettore che ha raccolto e trasmesso gli atti è un vettore anonimo - si legge - al di là della natura documentale o meno di quanto trasmesso, quanto contenuto in tali atti non verrà utilizzato per vagliare la tenuta dell'impianto accusatorio”. Ancora: “La natura anonima dell'atto di trasmissione non viene superata dalle produzioni effettuate in udienza dal pm allegando atti di trasmissione, in allora pervenuti alla polizia italiana, anch'essi non firmati”.