Resta in carcere Jacques Moretti, ma soltanto momentaneamente. Ieri mattina il titolare del bar “Le Constellation”, indagato insieme alla moglie Jessica per omicidio plurimo lesioni e incendio colposi per la strage di Crans-Montana dove sono morte 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite, è stato di nuovo interrogato prima della convalida. Ha ribadito di non avere intenzione di sottrarsi alla giustizia e di essere pronto a pagare la cauzione per tornare in libertà. Puntando alla richiesta inoltrata in via subordinata dai quattro procuratori che indagano sul devastante incendio del suo locale, ossia misure alternative al carcere per evitare il pericolo di fuga.
Poi è arrivata la decisione del Tribunale delle misure coercitive del Vallone: l’arresto è confermato per tre mesi, ma i giudici cantonali hanno chiarito: sono pronti a revocare la misura cautelare «a condizione che siano adottate varie misure alternative richieste dalla Procura, tra cui il pagamento di una cauzione» e siano «adeguate a contrastare il rischio di fuga», come si legge in una nota.
La procura, infatti, ha solo indicato il pericolo di fuga come unica motivazione della propria richiesta di arresto, senza mai fare riferimento al rischio di inquinamento probatorio, nonostante le pagine dei social del locale, con filmati e foto delle feste nel bar, siano state rimosse a poche ore dal devastante incendio. E una settimana dopo sia sparita la pagina Facebook “Old Constellation”, che documentava i lavori svolti del 2015, quando la scala è stata ridotta e sono stati applicati i pannelli fonoassorbenti, causa dell’incendio insieme alle fontane di fuoco nelle bottiglie di champagne.












