Roma, 12 gen. (askanews) – A tre giorni dalla conferenza stampa annuale in cui la premier Giorgia Meloni ha ufficialmente inserito la riforma della legge elettorale tra le priorità del 2026, arriva dalla Lega un nuovo stop a una modifica dell’attuale sistema di voto. “Per noi non è una priorità”, dice Stefano Candiani.

Per il deputato leghista, “man mano che ci si avvicinerà alla scadenza della legislatura diventerà un tema”. Una tempistica che stride con quella ipotizzata da Fdi, ovvero arrivare a un primo sì entro l’estate. Nel corso dell’incontro con la stampa parlamentare, Meloni ha riferito l’esistenza di “interlocuzioni” con le opposizioni “anche se non necessariamente al mio livello”.

Indiscrezioni stampa di oggi parlano dell’intenzione della premier di condurre delle consultazioni personalmente con i leader dei partiti del campo largo. Se prenderà davvero forma questa ipotesi, probabilmente, lo si capirà al rientro dalla visita della premier in Oman, Giappone e Corea prevista dal 14 al 19 gennaio. Fonti del suo partito, tuttavia, sono prudenti su un coinvolgimento diretto della premier ricordando che lei stessa, venerdì, ha fatto riferimento al “mandato a dialogare con l’opposizione a chi se ne occupa in Parlamento”. Anche per Candiani un dialogo con l’opposizione è “una cosa auspicabile e che chiediamo anche noi al governo. Se dall’altra parte c’è la prospettiva di intralciare e mettere l’Italia ancora in stallo per i giochi di palazzo e far eleggere un presidente di sinistra, su questo siamo agli antipodi e la nostra idea è l’opposto”.