La morte di Piero Zantonini, il vigilante per conto di una ditta esterna nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo (uno degli impianti in costruzione per le Olimpiadi invernali in programma dal 6 al 22 febbraio) ha scosso l’opinione pubblica. Il 55enne di Brindisi, secondo la denuncia presentata dalla famiglia, sarebbe deceduto – la notte dello scorso 8 gennaio – in seguito a un malore dovuto al grande freddo e allo stress per una lunga serie di turni notturni nell’arco di due settimane.

Ora il pm della Procura della Repubblica di Belluno Claudio Fabris scritto un nome nel registro degli indagati. Si tratta del legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza dell'area di lavoro e presso la quale Zantonini aveva in essere un contratto a tempo determinato in virtù del quale si era da poco trasferito dalla Puglia al Bellunese. Lo stesso pm ha, inoltre, ha affidato l'incarico di eseguire l'autopsia al medico legale Andrea Porzionato, docente all'università di Padova. Lo riferisce l'avvocato della famiglia della vittima, Francesco Dragone, del foro di Lecce. L'esame sarà eseguito entro la settimana.

La manifestazione

"La morte di Pietro è il risultato dei tanti ricatti di cui il mondo del lavoro è ormai pieno, portati avanti in modo criminale dai datori di lavoro. Spesso con il silenzio che equivale ad una collaborazione di chi all'interno dei luoghi di lavoro dovrebbe sostenere l'applicazione delle leggi, salvo poi successivamente piangere lacrime di coccodrillo in caso di incidenti".