Mentre va avanti la trattativa per cedere l’ex Ilva al fondo americano Flacks e i sindacati chiedono la convocazione a palazzo Chigi, arrivano nuovi fondi per l’acciaieria di Taranto. È stato depositato infatti ieri in serata un emendamento a firma del relatore Salvo Pogliese (Fratelli d’Italia) al decreto Ilva in discussione al Senato che stanzia altri 50 milioni per garantire la continuità produttiva dello stabilimento nel caso la vendita non si chiuda entro il mese di gennaio.
Una norma a cui si potrebbe aggiungere un ulteriore sub-emendamento per integrare i fondi che serviranno per la transizione durante la fase di vendita dell’azienda. L’intervento è stato chiesto dai commissari dell’amministrazione straordinaria per garantire il passaggio verso i nuovi proprietari. La commissione Industria del Senato ha dato inoltre sempre ieri disco verde all'emendamento, a prima firma Vita Maria Nocco (Fratelli d’Italia), che prevede lo slittamento di un anno, dal periodo 2025-2027 al 2026-2028, degli stanziamenti di risorse per l'indotto. L'onere sul 2028 è pari a un milione di euro.
Tornando alla nuova liquidità garantita all’acciaieria nel testo depositato ieri si legge: «Nell'ambito delle procedure di amministrazione straordinaria in corso di Ilva S.p.A. e Acciaierie d'Italia S.p.A., al fine di consentire la prosecuzione dell'attività produttiva ove la cessione del compendio aziendale a terzi non avvenga entro il 30 gennaio 2026, con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, può erogarsi un finanziamento a titolo oneroso in favore di Ilva S.p.a sino a un massimo di 50 milioni di euro, in una o più soluzioni». Il testo dell’emendamento è arrivato dopo una serie di interlocuzioni con la Commissione europea per garantire la compatibilità del nuovo stanziamento con le norme europee sugli aiuti di stato.







