Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
30 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:01
Il gruppo statunitense Flacks Group ha annunciato di aver raggiunto un’intesa con il governo per l’acquisizione dell’acciaieria ex Ilva, il più grande impianto siderurgico integrato d’Europa. Lo si legge in un post pubblicato su LinkedIn dalla holding americana, secondo cui l’operazione “garantisce il futuro a lungo termine di una piattaforma industriale storica, sostiene circa 8.500 lavoratori qualificati e rafforza le catene di approvvigionamento europee fondamentali per i settori automobilistico, edile e delle infrastrutture”. La notizia è arrivata nel giorno in cui la procura di Taranto, come riferito dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ha nuovamente respinto la richiesta di dissequestro dell’altoforno 1 avanzata da Acciaierie d’Italia. L’altoforno è sottoposto a sequestro senza facoltà d’uso dallo scorso maggio quando un incendio ha danneggiato l’impianto. Da allora l’acciaieria tarantina funziona con un solo altoforno, il 4, e con capacità produttive ulteriormente ridotte.
Flacks si dice pronto a investire fino a 5 miliardi di euro per la modernizzazione degli impianti “inclusa l’elettrificazione e l’ammodernamento dei forni”, ma per l’acquisto ha offerto solo un euro e il suo piano prevede solo 8.500 lavoratori: significa che ci sarebbero oltre 1.200 esuberi, rispetto ai 9.741 lavoratori attualmente dipendenti di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, di cui di cui 7.938 a Taranto. Nella nuova società lo Stato italiano resterebbe partner strategico con una quota del 40%, mentre Flacks Group avrebbe un’opzione per acquisire in futuro un ulteriore 40%.













