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I familiari: "Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni". E ringraziano "tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità", la liberazione del cooperante italiano
"Alberto finalmente è libero". Sono le prime parole della famiglia Trentini, che da 423 giorni aspettava la fine della prigionia per il cooperante originario del Lido di Venezia, fermato il 15 novembre 2024 in Venezuela con accuse mai formalizzate.
"Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione", dicono ora i familiari attraverso il loro legale, l'avvocato Alessandra Ballerini, "Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie".















