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Mohamed Shahin torna libero e ringrazia "chi ha lottato per me"

"So che questa è solo una prima tappa e che il percorso sarà lungo e tortuoso. Ma mi auguro che vicino alla mia famiglia e a tutti coloro che hanno lottato per la mia liberazione potrò continuare a portare avanti a Torino quel progetto di integrazione e di inclusione, di condivisione di valori positivi e di vita pacifica, di fede e di dialogo intrapreso tanti anni fa". A dirlo, attraverso i suoi legali, è Mohamed Shahin, l'imam tornato ieri in libertà dopo un periodo di trattenimento nel Cpr di Caltanissetta a seguito di un provvedimento di espulsione del ministero dell'interno.

"Sento il bisogno primario - è l'esordio del messaggio - di ringraziare la mia famiglia, che è stata la mia roccia e la mia forza in ogni singolo momento. Il mio pensiero va anche a tutti coloro che, con la preghiera, mi sono stati spiritualmente vicini, e a chi ha sostenuto i miei cari con la propria presenza fisica e il proprio conforto: la vostra vicinanza non è passata inosservata e mi ha dato la speranza necessaria per affrontare i giorni più bui. Un ringraziamento speciale va ai miei avvocati. Ho visto l'impegno, la dedizione, il lavoro incessante che hanno svolto per la mia causa, lottando senza sosta affinché i miei diritti fossero tutelati".