Franco Battiato diceva, in un suo brano, «lo sai che più s’invecchia, più affiorano ricordi lontanissimi». Giorgio Simonelli, storico che da molti lustri dispensa, nel programma Tv Talk, commenti televisivi adamantini, è niente affatto attempato: è un giuvnòt vercellese gravido di vitalità, né più né meno di quando giuvnòt lo era per anagrafe.

L’entusiasmo con il quale seguita a vivere il football, da tifoso (milanista inveterato) prima che da studioso, è contagioso. Lo riverbera nello scritto, ogniqualvolta (e negli ultimi anni gli capita di frequente) scrive un libro sul tema. Non si sa se abbia dei trascorsi da atleta sul manto erboso, ma sappiamo che il suo volume Vai piedone vai! Come i media hanno raccontato il mondo del calcio. Storie celebri e sconosciute dentro e fuori dal campo (Manni Editore, pagg.112) è un viaggio godibile dentro a uno sport che è l’autobiografia di molte nazioni, compresa la nostra.

Il primo capitolo si concentra su questa curiosa (e a tutt’oggi inesplicabile) predisposizione di molti leader della sinistra a tifare Juventus. Accadde pure a Togliatti. Allorché dei sediziosi volevano irrompere durante un Juve-Real Madrid per protesta contro la squadra franchista, li liquidò con un paternalistico: «Compagni, non facciamo stupidaggini», chiedendo pure alla Federazione di procurargli biglietti. Si parla poi di Pedro Manfredini che faceva impazzire i tifosi giallorossi, e dunque il romanistissimo Gassman de I mostri, che accompagnava le prodezze del sudamericano con l’esortazione a squarciagola «Vai, piedone vai!» (che dà il titolo al libro).