Milano, 11 gen. (askanews) – “La passione degli Etruschi per il vino. Archeologia del vino lungo la costa livornese e oltre”, pubblicato da Effigi Edizioni, affronta il tema del vino come fenomeno culturale centrale nella civiltà etrusca. Il libro è firmato dall’archeologa Carolina Megale e nasce dall’esperienza della mostra “Nel segno di Fufluns”, trasformata in un percorso editoriale che intreccia ricerca archeologica, valorizzazione museale e lettura del paesaggio, dalla costa livornese e dalla Val di Cornia fino alla Maremma e al Lazio settentrionale.
Nella sua introduzione, l’archeologo e docente Andrea Zifferero chiarisce il quadro metodologico del volume, sottolineando come “non si può pensare di tracciare oggi una storia attendibile del rapporto tra le comunità umane e la coltivazione della vite, con percorsi di ricerca paralleli e privi di una prospettiva interdisciplinare”.
Fin dalle prime delle sue complessive 224 pagine (in italiano con testo a fronte in inglese), l’autrice chiarisce l’impostazione del lavoro, collocando il vino non come semplice prodotto alimentare ma come elemento capace di illuminare dinamiche sociali, rituali ed economiche. Come scrive Megale, “il vino, tra gli Etruschi, non appartiene solo alla tavola: esso è simbolo, strumento sociale e veicolo di relazioni tra individui e comunità in un Mediterraneo di scambi e contatti”. Un’affermazione che trova riscontro costante nell’analisi dei reperti che appaiono nelle numerose immagini a colori che arricchiscono volume.








