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Lo scultore e il pittore non eseguivano copie di opere del Rinascimento. Le reinventavano
Chi era davvero Alceo Dossena? Un maestro del Rinascimento nato per errore nel Novecento? Un artista moderno che lavorava come gli antichi? O il più raffinato falsario della storia dell'arte? Con la mostra Il falso nell'arte. Alceo Dossena e la scultura italiana del Rinascimento - al MART di Rovereto (2021) - ho voluto riportare il tema del falso al centro del dibattito estetico. Perché un'opera artefatta, quando è fatta bene, può sembrare più autentica dell'originale: è vera nello spirito. Qui non parliamo di una semplice contraffazione. Parliamo di una forma espressiva che riflette desideri - mercato - fede. Un'opera apocrifa non è per forza un oggetto sbagliato: può essere un prodotto capace di incarnare un immaginario - quello di chi lo compra, lo espone, lo legittima. In questo senso, possiede una sua forma di verità - non documentaria, ma culturale.






