Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Autopsia su Galeppini, riesumato Tamburi. Barosi e Costanzo, tumulazioni ferme

Quella «luce arancione nell’angolo del bar», l’ordine di evacuare, i tentativi di soccorso.

Comincia dal principio dell’inferno che ha ucciso 40 ragazzi il racconto ai pm di Jessica Moretti. «È il dramma della mia vita, non so come farò ad andare avanti», dice. Poco prima di essere arrestato per la strage di Capodanno suo marito Jacques Moretti ammette che la porta di servizio al piano terra del Le Constellation era bloccata dall’interno. L’ammissione non riguarda quella di emergenza nel seminterrato, che era comunque sbarrata, lasciando come unica via di fuga la scala di accesso ristretta nel 2015 e per questo diventata una trappola mortale per tanti. Perché la porta al piano terra fosse sbarrata, secondo la Tv svizzera Rts, l’uomo non sa spiegarlo. Lasciare chiusa quella di sotto, invece, secondo voci non confermate, sarebbe stata un’abitudine per risparmiare sulla vigilanza. La sera di Capodanno Moretti arriva quando l’incendio aveva già fatto strage di ragazzi. Dice di aver forzato lui stesso la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi ammucchiati davanti all’uscita. A suo dire nel locale c’erano due uscite regolarmente indicate, c’erano gli estintori e negli ultimi 10 anni ci sarebbero stati 2-3 controlli dei vigili del fuoco. Mai avanzata alcuna richiesta di ristrutturazione o modifica dei locali. Moretti ammette di aver personalmente sostituito la schiuma acustica che ha preso fuoco, acquistandola nel negozio di bricolage Hornbach.