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I balbettii dell'ex pm Teresi, l'interrogatorio rimasto lettera morta e l'abaglio sull'ex Msi Lo Porto: ecco cosa non torna nella ricostruzione di Ranucci

«La Procura di Caltanissetta ha fatto ricorso in Cassazione contro il Gip che non vuole archiviare la “pista nera” sulle stragi del 1992, il Palazzaccio probabilmente darà ragione a Salvatore De Luca». Una fonte giudiziaria conferma le indiscrezioni di Report e lo scontro tra pm e giudici sulla famigerata «pista nera» che Sigfrido Ranucci (nella foto) si ostina a voler percorrere da qualche anno attraverso il suo «mafiologo» Paolo Mondani, forte della decisione della gip di Caltanissetta Grazia Luparello che, lo scorso 19 dicembre, ha rigettato per la seconda volta, la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi di Capaci e Via d’Amelio.

La suggestione nasce dal legame tra mafia ed eversione nera e all’eventuale presenza di Stefano Delle Chiaie a Palermo nei giorni della strage. A rivelarlo fu il pentito Alberto Lo Cicero, che lo disse ai carabinieri e che avrebbe dovuto essere interrogato da Paolo Borsellino, ucciso cinque giorni prima di sentirlo. Le stesse rivelazioni le fece nel 2007 all’allora pm della Dna Gianfranco Donadio (poi cacciato dall’Antimafia per alcune rivelazioni di troppo ai giornali). Lo Cicero era l’autista di uno dei carnefici di Giovanni Falcone, il boss Mariano Tullio Troia, e avrebbe portato Delle Chiaie a fare alcuni sopralluoghi pochi giorni prima della strage dove è stato posto l’esplosivo sotto l’autostrada, all’altezza dello svincolo di Capaci.