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Botta e risposta al vetriolo in seguito alla notifica di una sanzione di 150 mila euro alla Rai per la diffusione dell'audio tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini
Clima di alta tensione tra Sigfrido Ranucci e il Garante della privacy. Nelle scorse ore è avvenuto un botta e risposta al vetriolo tra il giornalista e l'Autorità a causa della sanzione da 150 mila euro comminata alla Rai per la diffusione da parte del programma "Report" dell'audio tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, in merito alla vicenda con protagonista l'ex ministro e Maria Rosaria Boccia. Il cronista ha affermato che qualcuno starebbe "armando" il Garante "per punire 'Report' e dare un segnale". La replica dell'authority non è tardata ad arrivare: "Noi indipendenti e trasparenti".
Ma andiamo per gradi. Intervenuto in videocollegamento a una conferenza stampa al Parlamento europeo organizzata dall’europarlamentare dem Sandro Ruotolo, Ranucci non ha utilizzato troppi giri di parole: "Mentre io raccolgo solidarietà politica bipartisan, questa solidarietà in alcuni casi si sta mostrando altamente ipocrita perché da una parte c'è solidarietà ma dall'altra" si sta "armando un'authority come il Garante della privacy per punire Report e dare un segnale". Entrando nel dettaglio, il deus ex machina di "Report" ha parlato apertamente di un "Garante della privacy che interviene soprattutto per input politici", come "un'emanazione del governo". "Quello che dico lo dico con cognizione di causa" ha aggiunto, per poi chiedere "che il garante europeo" controlli come sta operando il Garante nostrano.






