Non c’è come conoscere il nemico per combatterlo. Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha sospeso i fondi destinati a finanziare gli studi dei propri studenti nelle università britanniche: le famiglie potranno continuare a mandarvi i figli, ma a proprie spese.
La ragione della scelta politica è dettata dal timore che le nuove generazioni entrino in contatto con ambienti radicali riconducibili ai Fratelli musulmani, molto attivi in alcuni atenei come il King’s College e la University College London (UCL). Ambienti che, secondo Abu Dhabi, godrebbero di una tutela indiretta da parte della cultura inclusiva diffusa nel mondo accademico britannico, dove persino docenti non allineati a rigide linee guida elaborate per la protezione di gruppi ritenuti sensibili per motivi religiosi o di orientamento sessuale rischiano di essere prima denunciati e poi emarginati.
Per valutare il peso della decisione basta considerare che tra il 2017 e il 2024 il numero di studenti emiratini nel Regno Unito è raddoppiato, raggiungendo quota 8.500. Il rischio che la futura classe dirigente nazionale venga infiltrata da frange islamiste radicali è ritenuto concreto: il vicino Qatar, che sostiene apertamente gruppi terroristici come Hamas attraverso generose elargizioni dei vertici statali, viene indicato come un esempio emblematico.






