Si è ribaltato il mondo: anziché essere i Paesi occidentali ad aver paura degli estremisti provenienti dai Paesi islamici, sono i Paesi islamici ad aver paura che i loro cittadini vengano a radicalizzarsi in Occidente. Lo «strano ma vero» l’ha segnalato il Financial Times. E lo ha notato anche il vicepresidente Usa, JD Vance, che su X l’ha definito un «titolo assolutamente pazzesco»: gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato i fondi agli studenti di Abu Dhabi che intendono frequentare l’università nel Regno Unito, poiché temono l’influsso della propaganda dei Fratelli musulmani negli atenei britannici. Nel cuore dell’Europa ex cristiana, dove, invece, la sharia soverchia spesso il common law. Altro che Siria e Afghanistan: i foreign fighters vengono a formarsi nel Vecchio continente.

Il Mercosur s’ha da fare e Ursula von der Leyen non si cura di avere contro tutta l’Europa dei campi, di aver spaccato il consiglio: ha soddisfatto chi vende auto, macchinari, chimica e farmaci. Tutto per un risparmio in dazi di 4 miliardi attraverso l’accordo commerciale con Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay con estensione alla Boliva che aspetta di essere varato da un quarto di secolo. Ieri nel Consiglio dei 27 ambasciatori ha incassato il sì della maggioranza europea. Ha però un blocco di Paesi che le votano contro: Francia, Austria, Ungheria, Irlanda (il Belgio si è astenuto, la Grecia ci sta pensando) e la Polonia che ha già fatto ricorso alla Corte di giustizia europea. Se accolto il Parlamento non voterà l’accordo prima di un anno.