Minacce di morte dal regime di Teheran sui telefoni di una famiglia di esuli iraniani. È quanto emerge dalle testimonianze degli attivisti dell’associazione Iran libero e democratico, uno dei cui fondatori è Tullio Monti, che nel 2009 ha contribuito alla nascita del movimento ed era presente alla manifestazione di questo pomeriggio in piazza Arbarello, a Torino, organizzata da Europa Radicale insieme ai Socialisti Italiani.

Mohammad: messaggi e intimidazioni contro la famiglia

A rendere nota la vicenda è Mohammad, nome di fantasia per ragioni di sicurezza: «A novembre ho ricevuto sul telefono messaggi riconducibili al regime iraniano che minacciano di morte me e mia figlia. Conoscono i miei spostamenti e hanno scritto che sfregeranno il volto di mia figlia se continuerò a protestare contro di loro. Ho lasciato l’Iran nel 1980, dopo la rivoluzione, e sono venuto in Italia. Anche qui siamo sorvegliati: siamo in pericolo».

Indagini in corso: il caso segnalato alla Digos

I messaggi, descritti come molto circostanziati, sono stati portati all’attenzione della Digos, che ha avviato gli accertamenti e si sta occupando del caso.