La nota dell'ambasciata sulla notizia dei due iraniani perquisiti e accusati di aver minacciato i dissidenti in Italia

«L'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran respinge e smentisce con forza e integralmente le affermazioni e le accuse formulate in questo articolo, incluse le accuse di «minacce di morte e intimidazione dei familiari dei cittadini iraniani residenti in Italia», nonché di «contattare iraniani oppositori e minacciarli di confisca dei beni».

Questa Ambasciata considera la pubblicazione di tali contenuti infondati, privi di documentazione attendibile e basati su accuse non provate, un evidente esempio di diffusione di informazioni false, di costruzione mirata di un clima anti-iraniano e di alimentazione del fenomeno dell'iranofobia.

L'Ambasciata, inoltre, facendo riferimento alla pubblicazione della notizia relativa alle perquisizioni nelle abitazioni di due cittadini iraniani e all'attribuzione di accuse nei loro confronti, pur sottolineando la necessità di un esame legale, imparziale e conforme ai principi del giusto processo da parte delle competenti autorità della Repubblica Italiana, ritiene inaccettabile e privo di fondamento qualsiasi tentativo di attribuire, senza prove e docmnentazione, le azioni di tali individui al Governo della Repubblica Islamica dell'Iran.È evidente che formulare tali accuse prima del completamento dell'iter giudiziario e senza presentare prove credibili è contrario ai principi fondamentali del diritto, tra cui il principio della presunzione di innocenza e la responsabilità professionale dei media nella diffusione di notizie accurate e documentate. Si sottolinea inoltre che la formulazione e la diffusione di accuse e imputazioni non provate da parte di alcuni soggetti, nonché la narrativa unilaterale data dal suddetto organo di informazione, avvengono in un contesto nel quale, negli ultimi mesi, sono stati osservati e segnalati numerosi casi di minacce, molestie, insulti, violazioni della privacy e aggressioni verbali contro alcuni cittadini iraniani residenti in Italia, inclusi studenti iraniani, unicamente a causa della loro vicinanza ideologica alla Repubblica Islamica dell'Iran oppure della loro opposizione alle azioni aggressive illegali e contrarie al diritto internazionale poste in essere dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro la Repubblica Islamica dell'Iran. Questi preoccupanti episodi contrari alla legge non hanno purtroppo ricevuto alcuna attenzione da parte della testata. da Lei diretta. L'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran, ribadendo l'importanza del rispetto dei principi professionali del giornalismo, dell'imparzialità dell'inforrnazione e dell'astensione dalla diffusione di accuse non verificate, si aspetta che codesto organo di informazione, nel rispetto delle norme etiche e giuridiche, provveda alla pubblicazione della smentita ufficiale di questa Ambasciata e corregga nei modi più opportuni l'approccio scorretto e parziale dell'articolo in questione».(L.Fer) I virgolettati sono tratti tutti dal decreto di perquisizione, e si riferiscono o a osservazioni degli inquirenti poste a base dell’atto istruttorio, o a dichiarazioni di testimoni valorizzate dalla Procura. Nel seguire le varie fasi di indagine, nei giorni successivi il Corriere ha anche intervistato a Bergamo uno dei due indagati, che ha respinto l’ipotesi accusatoria e spiegato di ritenere viceversa di essere stato calunniato da altre persone nel quadro di dinamiche interne alla comunità iraniana.