Indagati per terrorismo due iraniani legati alla moschea sciita: "Accertare l'esistenza di un'organizzazione per reprimere il dissenso con le intimidazioni"

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Qualcosa sta cambiando anche nei confronti dei militanti pro Pasdaran, che hanno sempre ritenuto di poter godere di una certa impunità in Italia. La prova ultima del fatto che le nostre forze dell'ordine siano invece estremamente attive anche su quel fronte, è la perquisizione effettuata giovedì dai carabinieri del Ros nei confronti di due iraniani che frequenterebbero il centro islamico Imam Ali, lo stesso in cui nel marzo del 2026, come rivelato da Il Giornale, avevano commemorato la morte di Ali Khamenei, ucciso nel conflitto tra Usa, Israele e Iran. Occasione in cui c'erano donne interamente velate da lenzuola, la gigantografia del terrorista, e tenuti sermoni in suo onore. Come si legge nel decreto di perquisizione, i due sono indagati perché "in esecuzione del medesimo disegno criminoso, si associavano allo scopo di commettere una serie indeterminata di atti di violenza con finalità di terrorismo", ricorrendo "sistematicamente a minacce e intimidazione ai danni di cittadini iraniani e italiani di origine iraniana ritenuti dissidenti rispetto alla politica interna e internazionale adottata dalla Repubblica Islam iraniana". Si fa riferimento a plurime azione violente, lesive dell'ordine pubblico e dell'incolumità fisica di più persone. E si sottolinea come hanno arrecato "un grave danno allo Stato italiano e sono state compiute allo specifico scopo di intimidire l'intera comunità iraniana, ritenuta dissidente rispetto alla linea governativa ufficiale", ovvero la teocrazia.Hanno realizzato ciò che riesce meglio ai fan della Repubblica Islamica, ovvero azioni che hanno determinato un crescente clima di timore per la stessa incolumità dei dissidenti del regime e per i loro familiari