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Il regime iraniano minaccia la pena di morte per i manifestanti e porta i Pasdaran al massimo livello di allerta. Ospedali sovraccarichi e bilanci delle vittime in aumento mentre Pahlavi invoca proteste e sciopero generale

La repressione in Iran entra in una fase ancora più dura mentre le proteste, giunte al quattordicesimo giorno, continuano a estendersi nonostante il blackout informativo.

Il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad in una dichiarazione riportata dalla televisione statale di teheran ha avvertito che chiunque partecipi alle proteste in atto nel Paese sarà considerato un "nemico di Dio", un'accusa punibile con la pena di morte.