Tendo a essere prosastico nella vita, perciò mi piace la poesia", confessa l’attore citando tra i suoi riferimenti Giorgio Caproni, Giovanni Giudici e Attilio Bertolucci
Paolo Sorrentino e il cast con Milvia Marigliano, Anna Ferzetti, Toni Servillo
"Sono cresciuto senza libri, dove non esisteva la lettura. Tutto ciò che ho vissuto è stato un miracolo". Con queste parole Toni Servillo racconta la sua formazione e il suo approccio all'arte in occasione dell'uscita di "La Grazia", il nuovo film di Paolo Sorrentino. In un'intervista al Corriere della Sera, l'attore sottolinea come il suo percorso sia stato guidato dalla scoperta della letteratura: "Tendo a essere prosastico nella vita, perciò mi piace la poesia", confessa citando tra i suoi riferimenti Giorgio Caproni, Giovanni Giudici e Attilio Bertolucci.
Proprio partendo da questa profondità culturale, Servillo analizza con durezza l'attuale panorama civile, denunciando un Paese bloccato: "Il nostro Paese fa tre passi avanti e due indietro", osserva l'attore parlando della difficoltà dell'Italia nel produrre riforme su temi etici cruciali. Il riferimento è esplicito alla necessità di una legge sull'eutanasia, con Servillo che auspica una normativa che "consenta alle persone che soffrono di andarsene nel modo più giusto, autonomo e meno doloroso possibile". Nonostante la serietà dei temi, l'attore non disdegna il cinema popolare di qualità: "Zalone mi diverte, sì ai film che riempiono le sale", afferma, distinguendo tra l'intrattenimento intelligente e la volgarità.








