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Ultimo aggiornamento: 7:10

Ricordo quel pomeriggio di venerdì 10 gennaio 2025. Un anno fa. Il buio che iniziava a calare e le notizie che arrivavano dal casertano. La nube di ammoniaca, le autorità competenti che invitavano a chiudere porte e finestre, a rimanere all’interno e, se costretti, a usare mascherine all’esterno.

La fuga di ammoniaca, però, non aveva prodotto solo un allarme ambientale. C’era di più. C’era di peggio. La fuga di ammoniaca si era infatti portata via la vita di un ragazzo di soli 19 anni, Patrizio Spasiano.

Patrizio era un lavoratore. Anzi, formalmente nemmeno quello. Perché era un tirocinante e, secondo l’ordinamento italiano, i tirocini sono “percorsi formativi di orientamento”, non lavoro. Patrizio guadagnava la miseria di 500€ al mese per 40 ore a settimana. Voleva fare il saldatore, migliorarsi nel presente per potersi costruire un futuro dignitoso e indipendente. Patrizio voleva crescere. E, invece, rimarrà “forever young”, come risuona in questi giorni una canzone che accompagna i video che Dino e Simona, il papà e la mamma di Patrizio, hanno caricato sui social.