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8 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:22

Quattro morti sul lavoro in poche ore. Continua la strage di cui l’Inail di mese in mese aggiorna la conta. La prima vittima era un operaio di 69 anni: è precipitato con il cestello di una gru da oltre 12 metri, a Torino. Il secondo operaio, 53 anni, è morto cadendo da un‘impalcatura mentre lavorava all’ampliamento di un capannone nel Catanese. Il terzo è rimasto probabilmente schiacciato da un macchinario in un’azienda di Monza. Il quarto lavoratore è invece deceduto a Roma, schiacciato da un macchinario. Altri tre operai hanno avuto gravi incidenti e sono rimasti feriti nel Novarese, in Brianza e a Monfalcone.

“È una strage senza sosta né fine. Le dichiarazioni d’intenti non bastano più: il governo deve intervenire senza attendere oltre. Chiediamo alla ministra del Lavoro Calderone di venire subito in Parlamento per un’informativa urgente”, scrivono i parlamentari del M5S nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato. “L’art. 1 della nostra Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma questo lavoro deve essere sicuro e garantire dignità, non morte”. Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria Pd, rincara: “Non è fatalità, non è ineluttabile. Ci sono cause su cui si dovrebbe intervenire, ma che vengono ignorate. Occorre prima di tutto un intervento serio nella prevenzione. Anche per questo avevamo proposto di investire sull’innovazione tecnologica, che ha messo a punto tanti strumenti che permetterebbero di evitare un numero rilevanti di incidenti. Ma le nostre proposte sono state bocciate. Abbiamo chiesto di bloccare la catena degli appalti e subappalti e il proliferare del precariato, dove maggiormente si verificano incidenti mortali. Ma il governo è andato in direzione opposta”.