Le complicate operazioni di rimozione della salma portate avanti per ore dai pompieri (fotoservizio Nannini)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Un altro morto sul lavoro. Ancora una volta ci troviamo a commentare l’ennesima tragedia che si aggiunge a una lunga lista di incidenti e vittime sul lavoro". Le parole, dure ma affrante, sono di Alessandro Grassini, di Anmil Pistoia. "Questa volta è accaduto nel nostro territorio, lungo la strada tra San Marcello e Pistoia – racconta, ripercorrendo la tragedia di Massimo Fasciana –. La vittima era un camionista di professione, una persona che ha sempre svolto il proprio lavoro con serietà e professionalità. Lo ricordo come un uomo rispettoso, attento alle regole e al codice della strada – aggiunge in merito al camionista deceduto –. Chi percorre spesso queste strade, come Massimo faceva, sa bene quanto si possano formare lunghe code: lui, quando possibile, accostava per facilitare il passaggio degli altri mezzi, ricevendo spesso un saluto dagli altri autisti. Era una persona sorridente, disponibile e orgogliosa del proprio lavoro".

"Qualcuno potrebbe definirlo semplicemente un incidente stradale – attacca Grassini –. Ma per chi vive il lavoro della strada, questo è a tutti gli effetti un incidente sul lavoro. Per lui il camion non era soltanto un mezzo: era il suo strumento di lavoro, la sua azienda, una parte importante della sua vita. Come accade a molti autotrasportatori, trascorreva più ore sul camion che altrove. Sarà compito degli accertamenti chiarire le cause della tragedia – puntualizza –: una distrazione, un guasto meccanico, un problema tecnico o altre circostanze. Ma vorrei evidenziare lo stress e il logorio che spesso accompagnano il mondo del lavoro. Viviamo in una società che impone ritmi sempre più intensi, nella quale si è costretti a lavorare più a lungo e spesso fino a età avanzate per raggiungere una sicurezza economica. Tutto questo può incidere sulle condizioni fisiche e psicologiche. Dopo una vita trascorsa alla guida di un camion – conclude l’esponente di Anmil – è inevitabile interrogarsi anche sulle difficoltà che il passare degli anni può comportare. Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di riflettere sulle condizioni in cui molte persone sono chiamate a lavorare. Il nostro pensiero va alla famiglia, ai parenti e agli amici di questa persona. A loro esprimiamo la nostra più sincera vicinanza e le più sentite condoglianze".