Ancora un morto in un cantiere edile. Un strage infinita, visto che nei primi quattro mesi del 2026, secondo i dati di Inail, hanno perso la vita tra i posti di lavori e chi si recava a lavorare 278 persone. L’ultimo capitolo di questa strage ieri mattina a Grumo Nevano in via Cesare Battisti, dove è morto sul colpo, dopo una caduta dall’alto, Paolo Palma, 62 anni, di Giugliano, muratore, sposato e padre di un figlio. L’incidente è avvenuto in un cantiere di via Cesare Battisti, centro storico della cittadina, dove sono in corso lavori di abbattimento e ricostruzione di un nuovo edificio. E a prestare i primi, purtroppo inutili soccorsi, sono stati proprio i compagni di lavoro, che oltre a chiedere al 118 l’immediato invio di un’ambulanza i cui medici nulla hanno potuto fare per salvare la vita a Paolo Palma nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione, hanno anche avvertito i carabinieri della locale caserma, diretta dal maresciallo Salvatore Baldi, che insieme agli ispettori del lavoro dell’Asl Na 2 Nord, hanno avviato le indagini, coordinate sul posto da pm della Procura di Napoli Nord, diretta da Domenico Airoma.
L’inchiesta Gli inquirenti hanno accertato che la vittima era regolarmente assunta dalla piccola impresa edile di Giugliano, incaricata di eseguire i lavori e che ieri mattina alle sette si era presentato sul posto di lavoro senza manifestare nessun problema. L’incidente mortale, si è verificato qualche minuto dopo, e secondo quanto raccontato sul posto agli inquirenti, gli altri operai avrebbero detto di essersi accorti della caduta nel vuoto del povero muratore, solo quando hanno sentito lo schianto del corpo sulla terra battuta. Per questo, oltre all’ipotesi della caduta accidentale gli inquirenti, al momento, non escludono anche l’ipotesi di un malore fulminante che avrebbe fatto perdere i sensi all’operaio, causando la caduta. Il magistrato ha disposto il sequestro giudiziario della salma, portata presso l’obitorio di Giugliano, dove verrà eseguita l’autopsia. Stesso provvedimento per il cantiere, ispezionato dal personale dell’Asl che avrebbe individuato una serie di criticità in materia di sicurezza. I sindacati Una criticità sottolineata con forza dalla triplice sindacale regionale. «Ancora un morto in provincia di Napoli, un operaio di 62 anni a lavorare su una impalcatura. Lo diciamo con forza: alcuni lavori non si possono fare, dovrebbe essere il tempo della pensione» - ha così commentato la tragedia di Grumo Nevano, il segretario regionale della Uil Giovanni Sgambati che ha aggiunto - «Ecco perché continueremo senza fermarci per il riconoscimento dell’omicidio colposo sul lavoro e per la istituzione di una Procura speciale della magistratura per dare giustizia non solo ai tanti morti ma anche alle loro famiglie». Stessa denuncia per Nicola Ricci, segretario regionale della Cgil: «Da tempo denunciamo la necessità di controlli serrati e di una rigida applicazione delle norme, dei dispositivi di sicurezza e di una formazione mirata. Perdere la vita a 62 anni cadendo da un’impalcatura senza alcun ancoraggio, ci lascia senza parole. Alla famiglia il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Alle istituzioni l’invito a perseverare nelle azioni di vigilanza e prevenzione. Così come crediamo nell’azione della magistratura che da qualche giorno vede rafforzare la propria azione con l’assegnazione alla Procura di Napoli del procuratore aggiunto Francesco Soviero, che avrà il compito di occuparsi proprio sezione Lavoro». Per la segretaria generale della Cisl Napoli, Melicia Comberiati: «È indispensabile ribadire che tutto ciò che riguarda salute e sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere considerato un semplice adempimento burocratico, ma un obbligo morale e civile che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni. Prevenzione, formazione continua, organizzazione del lavoro e investimenti adeguati devono essere elementi strutturali e non contrattabili. Ogni morte sul lavoro è una ferita profonda per l’intera società e ci richiama alla responsabilità di fare di più, ogni giorno, perché tragedie come questa non si ripetano. Ci stringiamo con sincera partecipazione alla famiglia e ai colleghi della vittima».










